Archivio per luglio 25, 2010
Canederli tirolesi
Se si chiedesse di nominare il piatto tirolese più charatteristico, la maggior parte delle persone direbbe senza dubbio i canederli tirolesi. Ma che cosa ha a che fare una cappella con i canederli? In realtà moltissimo. La cappella del castello di Hocheppan, vicino a Bolzano, custodisce uno straordinario ciclo di affreschi dipinto intorno all’anno 1180.
Un particolato di questo ciclo mostra la vergine partoriente. La balia é in cucina e, guarda guarda, mentre in pentola cuocino 5 canederli, con la mano destra ne ha infilzato con la forchetta uno e fa il gesto di assaggiarlo. Ecco dunque che qui, nel castello di Hocheppan, ci inbattiamo nella prima e più antica rapresentazione dei canederli.
Noi non sappiamo quali ingredienti venivano utilizzati per preparare i canederli a quel tempo.
Oltre ai canederli tirolesi esiste una vera e propria varietá di canederli come per esempio i canederli di pane, i canederli di spinaci, i canederli di grano saraceno, i canederli di fegato, i canederli ai funghi porcini ecc.
Si racconta inoltre un curioso aneddoto sulla nascita dei canederli tirolesi
Alcuni lanzichencchi (aiutanti contadini) stavano attraversando il Tirolo ed affamati come lupi entrarono in una locanda. Se l’oste non avesse fatto subito comparire sul loro tavolo qualcosa da mangiare avrebbero messo tutto a soqquadro. L’ostessa però aveva la dispensa praticamente vuota. Presa dalla disperazione aduno allora tutto quello che le era rimasto a disposizione, tagliò dello speck, delle salsicce e pane raffermo in piccoli dadi, aggiunse del latte e della farina, impastò e formò delle semplici palle che poi gettò nell’acqua bollente. Dopo nemmeno mezz’ora fu in grado di presentare alla muta affamata questo piatto d’ emergenza.
Il lanzichenecchi erano entusiasti di quello che avevano mangiato.
E cosi ecco spiegata, secondo la legenda, la nascita dei canederli tirolesi.
Il vero dato per la formazione di questo piatto deve però essere ricercato piottosto nella pvera vita che si conduceva sulle montagne, povertà che evidentemente arreso scaltri i contadini. L’economia montana era autarchica. Molto probalbimente essi si sono risolti ad utilizzare, mischiandoli, tutti gli ingredienti della dispesa e dar loro la forma dei canederli. Il contadino possedeva i campi di grano, aveva i mulini per la farina, aveva lo speck, e le galline e le mucche che gli davano uova e latte.









